Steven Johnson, studioso di scienze cognitive e divulgatore degli sviluppi delle nuove tecnologie, inizia con questa citazione il suo libro Tutto quello che fa male ti fa bene – Perchè la televisione, i videogiochi e il cinema ci rendono più intelligenti dove contesta la diffusa e storica opinione secondo cui televisione, videogiochi e (recentemente) mondi virtuali, siano colpevoli dell'impoverimento culturale delle nuove generazioni. Se, paradossalmente, i videogiochi fossero stati inventati prima dei libri, nel momento in cui i bambini li abbandonassero presi dalla frenesia per la lettura, probabilmente (secondo l'autore) i commenti di insegnanti, genitori e autorità culturali sarebbe che leggere libri sottostimola cronicamente i sensi; non immette in un mondo tridimensionale, pieno di immagini in movimento e paesaggi sonori; attiva soltanto una piccola parte del cervello dedicata all’elaborazione del linguaggio scritto, mentre i videogiochi impegnano l’intera gamma delle cortecce sensoriali e motorie. I libri inoltre portano tragicamente a isolarsi, costringono il bambino a rinchiudersi in uno spazio silenzioso, lontano dall’interazione con altri bambini.
Perché il blog...
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New media, internet, intelligenza collettiva, multitasking, social network, wiki, e-learning e media educational sono soltanto alcune delle problematiche che, sulla scia delle innovazioni tecnologiche che hanno investito il mondo della comunicazione e della produzione, si sono riversate su genitori, educatori, studiosi ed operatori nel sociale.
Nel diluvio informatico-tecnologico che rischia di sommergere anche il navigatore più esperto, potrebbe essere utile un confronto di opinioni e il guardare a più punti di vista. In fondo, come ricorda Pierre Lévy, cos'è il Word Wide Web se non l'articolazione di migliaia di punti di vista diversi?
New media, internet, intelligenza collettiva, multitasking, social network, wiki, e-learning e media educational sono soltanto alcune delle problematiche che, sulla scia delle innovazioni tecnologiche che hanno investito il mondo della comunicazione e della produzione, si sono riversate su genitori, educatori, studiosi ed operatori nel sociale.
Nel diluvio informatico-tecnologico che rischia di sommergere anche il navigatore più esperto, potrebbe essere utile un confronto di opinioni e il guardare a più punti di vista. In fondo, come ricorda Pierre Lévy, cos'è il Word Wide Web se non l'articolazione di migliaia di punti di vista diversi?
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sabato 7 gennaio 2012
Da McLuhan a Johnson: effetti collaterali dei Media
Lo studioso arriva ben presto a non sorprendersi che i nuovi media di qualsiasi periodo siano catalogati come ‘pseudo’ da coloro che hanno assorbito i modelli dei media precedenti, qualunque essi fossero. [Marshall MCLuhan]

Steven Johnson, studioso di scienze cognitive e divulgatore degli sviluppi delle nuove tecnologie, inizia con questa citazione il suo libro Tutto quello che fa male ti fa bene – Perchè la televisione, i videogiochi e il cinema ci rendono più intelligenti dove contesta la diffusa e storica opinione secondo cui televisione, videogiochi e (recentemente) mondi virtuali, siano colpevoli dell'impoverimento culturale delle nuove generazioni. Se, paradossalmente, i videogiochi fossero stati inventati prima dei libri, nel momento in cui i bambini li abbandonassero presi dalla frenesia per la lettura, probabilmente (secondo l'autore) i commenti di insegnanti, genitori e autorità culturali sarebbe che leggere libri sottostimola cronicamente i sensi; non immette in un mondo tridimensionale, pieno di immagini in movimento e paesaggi sonori; attiva soltanto una piccola parte del cervello dedicata all’elaborazione del linguaggio scritto, mentre i videogiochi impegnano l’intera gamma delle cortecce sensoriali e motorie. I libri inoltre portano tragicamente a isolarsi, costringono il bambino a rinchiudersi in uno spazio silenzioso, lontano dall’interazione con altri bambini.
Steven Johnson, studioso di scienze cognitive e divulgatore degli sviluppi delle nuove tecnologie, inizia con questa citazione il suo libro Tutto quello che fa male ti fa bene – Perchè la televisione, i videogiochi e il cinema ci rendono più intelligenti dove contesta la diffusa e storica opinione secondo cui televisione, videogiochi e (recentemente) mondi virtuali, siano colpevoli dell'impoverimento culturale delle nuove generazioni. Se, paradossalmente, i videogiochi fossero stati inventati prima dei libri, nel momento in cui i bambini li abbandonassero presi dalla frenesia per la lettura, probabilmente (secondo l'autore) i commenti di insegnanti, genitori e autorità culturali sarebbe che leggere libri sottostimola cronicamente i sensi; non immette in un mondo tridimensionale, pieno di immagini in movimento e paesaggi sonori; attiva soltanto una piccola parte del cervello dedicata all’elaborazione del linguaggio scritto, mentre i videogiochi impegnano l’intera gamma delle cortecce sensoriali e motorie. I libri inoltre portano tragicamente a isolarsi, costringono il bambino a rinchiudersi in uno spazio silenzioso, lontano dall’interazione con altri bambini.
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